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Ernia inguinale e tecnica di Trabucco in Argentina
Ernia inguinale e tecnica di Trabucco: in Argentina!

ernia inguinale, tecnica di Trabucco, dolore ernia inguinale, ernia inguinale dolore,La tecnica di Trabucco per la riparazione dell’ ernia inguinale è arrivata anche in Argentina. La settimana scorsa sono stato impegnato nel dimostrare la semplicità e l’efficacia di questa tecnica operando in numerosi ospedali di Rosario e di Buenos Aires. L’attività di diffusione della tecnica di Trabucco è stata accolta con entusiasmo dai Colleghi Argentini, soprattutto dai Medici in formazione specialistica che hanno capito che questa metodica per la riparazione dell’ ernia inguinale è facile, efficace e riproducibile. Tutti gli interventi che ho realizzato sono stati trasmessi in diretta a gruppi di Chirurghi specialisti nella chirurgia della parete addominale in tutto il mondo; ed un intervento è andato in diretta streaming su YouTube: potrete, se vorrete, trovarlo alla fine dell’articolo.

Quel che davvero importa è, una volta di più, la diffusione della conoscenza e lo scambio reciproco di tecnica di Trabucco, ernia inguinale, cause ernia inguinale, cura per ernia inguinale, ernia inguinale dolore,idee e osservazioni. È chiaro che la tecnica di Trabucco non è l’unica opzione possibile per la chirurgia dell’ ernia inguinale: oggi è sempre più evidente e riconosciuto che, per esempio, in molte situazioni (come nell’ ernia inguinale bilaterale e nell’ ernia inguinale recidiva) il “gold standard” tecnico è rappresentato dalla chirurgia laparoscopica – opzione che io offro SEMPRE ai miei pazienti, ed è un vero peccato che in Italia siano davvero pochi i Chirurghi che lo fanno; ma la tecnica di Trabucco rimane una freccia importante nella faretra del Chirurgo, consentendogli di proporre al paziente un intervento che non necessita di anestesia generale, rapido, poco doloroso e poco invasivo (l’incisione che utilizziamo normalmente non supera i 4 – 5 cm).

L’intervento per ernia inguinale è tra i più frequentemente eseguiti nel mondo, eppure continua ad essere gravato da una quantità di complicanze – dolore postoperatorio, ematomi, sieromi, recidive precoci e tardive – sinceramente poco giustificabili e spiacevoli sia per il paziente che per l’operatore. La tecnica di Trabucco consente di offrire al paziente un intervento standardizzato, orientato alla massima riduzione del dolore e delle altre complicanze postoperatorie e con recidive inferiori al 2%; rappresenta una valida alternativa alla chirurgia laparoscopica nell’ ernia inguinale monolaterale e permette al Chirurgo di usare reti ad alto contenuto tecnologico che garantiscono il massimo confort al paziente, come la Herniamesh Hybridmesh®, rete quadriassiale parzialmente assorbibile il cui peso si riduce del 75% in circa due anni, riducendo al minimo il disconfort dovuto alla sensazione di “corpo estraneo”. Purtroppo questa rete non è disponibile nella maggioranza degli Ospedali italiani; tuttavia, grazie ad un accordo esclusivo con la Casa produttrice, io sono in grado di offrirla ai miei pazienti.

Ed ecco il video dell’intervento di riparazione di ernia inguinale con tecnica di Trabucco realizzato a Buenos Aires e trasmesso in diretta su YouTube! In questo intervento, uso proprio una Hybridmesh, e nel video ne illustro le caratteristiche principali. Buona visione!

Dr. Salvatore Cuccomarino
Cuccomarino, MD
Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale
Chirurgia Generale, Laparoscopica e dell'Apparato Digerente. Coloproctologia. Chirurgia delle Ernie e della Parete Addominale
Corso Galileo Ferraris 3
Chivasso,Torino
100034
Telefono 0110438161
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Chirurgia della parete addominale nel paziente oncologico

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La chirurgia della parete addominale

La chirurgia della parete addominale è una chirurgia superspecialistica, sotto molti aspetti più complessa della maggioranza degli altri interventi addominali (fatte salve, forse, la chirurgia pancreatica e la chirurgia metabolica), che necessita di anni di studio e di applicazione, e di una conoscenza dettagliatissima dell’anatomia umana, per poter essere realizzata con successo. Nel nostro sventurato Paese, da tanti dei molti, troppi parrucconi della sanità nostrana la chirurgia della parete addominale è considerata una branca minore delle scienze mediche; ma basta valicare le Alpi per capire quanto sia apprezzata, ed anche temuta, nell’ambiente chirurgico internazionale. E ciò si capisce bene se si osservano i disastri, dovuti all’impreparazione chirurgica, spesso combinati da chi si avvicina al tavolo operatorio senza il dovuto rispetto per la parete addominale: che, è bene ricordarlo, è uno dei muri portanti della “casa” in cui viviamo, il nostro corpo. Come si vivrebbe in una casa dalle mura sventrate? La qualità della vita sarebbe infima; ed infima è la qualità della vita di chi viene operato sconsideratamente da chi non conosce le leggi – spesso molto complesse – che ci impone di seguire la parete addominale.

La storia della chirurgia della parete addominale

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Corso di Chirurgia della parete addominale nel paziente oncologico

È per me quindi un grande onore, ed un grande orgoglio, partecipare, come UNICO RELATORE INVITATO ITALIANO tra decine di mostri sacri della Chirurgia spagnola (tra le migliori del mondo) e di quella ispanoamericana, al Corso Internazionale di Chirurgia della Parete Addominale nel Paziente Oncologico organizzato dalla Sociedad Hispanoamericana de Hernia e dall’Università di Valencia il prossimo ottobre.

Il corso è patrocinato dalla Generalitat Valenciana, dalla Asociación Española de Cirujanos e dall’Instituto Cervantes, per citare solo alcune delle grandi Istituzioni spagnole che hanno dimostrato interesse per il nostro lavoro; oltre che da numerose Società Scientifiche internazionali.

Terremo alta la bandiera del nostro Paese, ed onoreremo il nostro lavoro!

ernia inguinale
Punti no, punti sì… il signor Rossi e l’ernia inguinale

Non ho dati statistici precisi ed aggiornati, ma ad occhio e croce direi che la tecnica più usata in Italia per la chirurgia dell’ernia inguinale è la tecnica di Trabucco.

Ermanno Trabucco, Chirurgo napoletano trasferitosi a New York agli inizi della sua carriera, è stato una delle colonne portanti della chirurgia della parete addominale nel XX secolo; e la sua tecnica, messa a punto negli anni ’80, rappresenta una delle pietre miliari nella storia della riparazione dell’ernia inguinale.

Il principio su cui si basa è semplice e – come tutte le cose semplici – geniale: se per riparare l’ernia bisogna usare una rete, e se tu metti questa rete in uno spazio chiuso, virtuale, allora è impossibile che essa si muova: quindi è inutile mettere dei punti per fissarla – il che risolve almeno alcuni dei problemi relativi alla famigerata “inguinodinia post-ernioplastica“, termine terribile con cui si indica il dolore inguinale postoperatorio che, non tanto raramente, rimane nei pazienti. In effetti, questo dolore è dovuto, almeno in parte, al fenomeno del “nerve entrapment“: a volte, qualcuno dei rametti nervosi sensitivi, spesso quasi invisibili, che si trovano nella regione inguinale, viene “intrappolato” dai punti che si appongono per fissare la rete; questo provoca la comparsa di dolore, di intensità e durata variabile ma non di rado cronico e lancinante.

Trabucco chiamò questo spazio “inguinal box”, lo descrisse accuratamente nei suoi lavori e dimostrò la validità della sua idea con i risultati della sua attività clinica quotidiana.

E, in effetti, la tecnica di Trabucco è semplice, standardizzata, facilmente riproducibile e facile da insegnare. E’, di fatto, la classica tecnica chirurgica “ideale”, che non ammette discussioni, nè interpretazioni, nè errori. E’ quasi una professione di fede (fede scientifica, of course).

Moltissimi chirurghi italiani sostengono di usare la tecnica di Trabucco nei loro interventi. Ma… sarà davvero così?

In effetti, se ci parli, qualcuno ti dice “Mah… io un punto sul tubercolo lo metto… sai, così, per sicurezza…”“Mah… io il cordone lo lascio sotto la fascia, mi sembra più naturale…”. Non voglio entrare in dettagli tecnici, noiosi per i più, però… bello, bellissimo, tipico di molta chirurgia italiana: facciamo le cose perchè “ci sembra”, “per sicurezza”, non perchè vi sia il minimo fondamento scientifico.

E, SOPRATTUTTO, NON E’ LA TECNICA DI TRABUCCO. Chiamatela “la tecnica del Sig. Rossi”, gente, e lasciate riposare in pace i Grandi Chirurghi.