Obesità e sindrome metabolica

Obesità: una malattia cronica grave

L’obesità è il disordine nutrizionale più frequente nel mondo occidentale e viene considerata una vera patologia, dal momento che riduce la speranza di vita ed è associata ad un’elevata comorbilitàprovocando la comparsa di malattie gravi come il diabete, le malattie cardiovascolari, l’ipertensione arteriosamalattie respiratorie come l’apnea notturnapatologie articolari, molti tumori. L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) riconosce l’obesità come la più grave malattia cronica epidemica dei nostri tempi e come gravissimo problema di salute pubblica, che nel tempo ha preso il posto di condizioni come la malnutrizione o le malattie infettive.  

Si stima che nel mondo vi siano 250 milioni di persone obese, ed un numero molto maggiore di persone in sovrappeso. I dati del 1999 del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES III) indicano che circa il 61% degli adulti statunitensi sono in sovrappeso o obesi (NIH 2001). In Europa risulta essere obeso circa il 15% della popolazione (14% della popolazione maschile, 16% della popolazione femminile).

Il primo approccio al trattamento dell’obesità non può e non deve essere chirurgico. Il paziente obeso deve prima di tutto rivolgersi all’endocrinologo, per scoprire se è portatore di malattie che siano responsabili del suo eccesso di peso, e dal dietologo / nutrizionista, per avere un’adeguata dieta che lo aiuti a dimagrire, programmando allo stesso tempo di svolgere un opportuno programma di attività fisica. Tuttavia, a volte dieta, farmaci ed esercizio fisici non sono sufficienti; ciò è particolarmente vero nei casi di obesità grave, che viene definita da un semplice valore: il BMI, Body Mass Index (Indice di Massa Corporea)

È ormai provato da numerosissimi studi scientifici realizzati negli ultimi 20 anni, che con un BMI maggiore o uguale a 40 – o maggiore o uguale a 35 in presenza di malattie associate, quali quelle prima ricordate – l’unica terapia efficace e con risultati permanenti per l’obesità è quella chirurgica: la chirurgia bariatrica con la sleeve resection gastrica, il bypass gastrico, il minibypass ed altre tecniche meno usate.

Come già detto, la maniera più semplice e più usata per “misurare” l’obesità, ossia per valutare se e quanto una persona sia obesa e quali siano i rischi connessi alla sua condizione, è quella di calcolare l’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index, BMI). Il BMI non è altro che un rapporto tra altezza, superficie corporea e peso; si esprime in kilogrammi per metro quadrato, ed è dato dalla formula

BMI = kg / m^2

 

Esiste una relazione strettissima tra obesità e comparsa di diabete mellito di tipo 2. La riassumono i seguenti dati:

  • Il 4,9% della popolazione assistita dal SSN è diabetica (3.000.000 italiani); 650.000 sono residenti nel Nord-Ovest (ISTAT 2010). Di essi, il 91,9% sono portatori di diabete di tipo 2 (Annali di Diabetologia AMD 2010).
  • 1.000.000 italiani sono diabetici senza saperlo (AMD-Associazione Medici Diabetologi e SID-Società Italiana di Diabetologia). Nel 2025 sarà diabetico circa 1 italiano su 10 (Organizzazione Mondiale della Sanità, IDF-International Diabetes Federation). Il 20% ha meno di 55 anni (Annali di Diabetologia AMD 2010)
  • Una persona con diabete costa annualmente al SSN in media 2.589 euro; le risorse assorbite dalla cura di questa patologia rappresentano circa il 15% dei costi sanitari totali (Osservatorio Arno Diabete; Consorzio Interuniversitario Cineca, 2007). 
  • Nel 2009, 26.760 decessi hanno avuto come causa principale il diabete. Secondo le Nazioni Unite, nel mondo il diabete uccide una persona ogni 10 secondi.
  • I due terzi delle persone con diabete di tipo 2 sono obesi, e solo meno del 20% risulta normopeso.

 

Obesità e diabete mellito in Piemonte

In Piemonte, circa il 40% della popolazione risulta essere sovrappeso / obesa. Il 6% è diabetico (il doppio della popolazione normale), ed il 13% dei diabetici è obeso. I pazienti iscritti al Registro Regionale Diabetici sono circa 180.000; di questi, oltre 23.000 sono obesi.

obesità, patologie associate all'obesità, sindrome metabolica, complicanze del diabeteTra le principali patologie associate ad obesità, sono da ricordare:

  • Patologie cardiovascolari: rischio 2-4 volte più elevato
  • Ictus – emorragia cerebrale: rischio 2-4 volte più elevato
  • Amputazioni: oltre il 60% delle amputazioni non legate a trauma si realizzano in pazienti diabetici
  • Danno renale: dal 20 al 30% dei pazienti con diabete tipo II svilupperanno una patologia renale
  • Cecità: il diabete è la causa più frequente di cecità tra i 20 e i 74 anni

obesità, sindrome metabolicaLa sindrome metabolica è una condizione patologica che colpisce molti organi e sistemi dell’organismo, e che si manifesta nei pazienti obesi, provocando disfunzioni cardiologiche, della glicemia e del metabolismo del colesterolo e dei trigliceridiÈ una condizione ingravescente e pericolosa, che conduce, in ultima analisi, ad un deterioramento dell’organismo che provoca lo sviluppo di malattie croniche e riduce la speranza di vita.

Per questo, negli ultimi anni il concetto di chirurgia bariatrica è stato affiancato ed in parte sostituito da quello di chirurgia metabolica. Oggi il bypass gastrico e la sleeve resection gastrica sono considerati le terapie più efficaci disponibili per la sindrome metabolica nei pazienti obesi.

Le indicazioni alla chirurgia dell’obesità

Le indicazioni tipiche della chirurgia bariatrica, che vengono sempre confermati da un’équipe multispecialistica che comprende, oltre al chirurgo, l’endocrinologo, lo psicologo e il nutrizionista, sono:

  • Pazienti con BMI maggiore o uguale a 40
  • Pazienti con BMI maggiore o uguale a 35, in presenza dicomorbidità
  • Fallimento di altri metodi di dimagramento (diete, esercizio fisico, terapie mediche)
  • Criteri psicologici ed endocrinologici soddisfatti

Tuttavia, nel 2014 una nuova linea guida pubblicata dal National Institute of Health and Care Excellence (NICE) britannico ha suggerito che i pazienti con BMI di 30 e diagnosi di diabete mellito di tipo II formulata negli ultimi dieci anni dovrebbero essere presi in considerazione come candidati a chirurgia bariatrica. Ciò sulla base dell’evidenza che circa tra il 60 e l’80% dei pazienti diabetici con BMI di 40 ed oltre possono guarire dal diabete se sottoposti a chirurgia bariatrica. Il costo della chirurgia viene ampiamente ripagato in meno di 2 anni, in termini di risparmio sul costo delle terapie e delle procedure legate alle complicanze del diabete, risultando alla fine in un risparmio di circa 4000 sterline (oltre 5000 €) per anno per paziente operato.

obesità, perdere peso è solo l'inizio

Perdere peso è solo l’inizio…

Il Dr. Salvatore Cuccomarino si è occupato di chirurgia bariatrica a partire dal 2008, quando, al suo arrivo nella Policlinica Gipuzkoa di San Sebastian, in Spagna, venne incaricato dell’Unità di Chirurgia Esofagogastrica all’interno del Servizio di Chirurgia Generale, e ricevette il mandato, insieme con il Dr. Javier Perez Diez e successivamente con il Dr. Rodolfo Romero Vece, di organizzare un’Unità di Chirurgia BariatricaÈ nata in questo modo la prima Unità di Chirurgia Bariatrica del Paese Basco, all’interno della quale il Dr. Cuccomarino ha realizzato molte decine di interventi chirurgici per obesità.

Nella Casa di Cura Pinna Pintor il Dr. Cuccomarino continua a collaborare con il Dr. Rodolfo Romero Vece, dell’Ospedale Delafontaine di Saint-Denis, alle porte di Parigi, un importante centro di riferimento francese per la chirurgia bariatrica e metabolica, dove, ogni anno, vengono realizzati oltre 400 interventi chirurgici per obesità

 

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