Fistola anale ed ascesso anale

ascesso anale, fistola anale

Fistola anale: cos’è?

La fistola anale deriva quasi sempre da un preesistente ascesso.  All’interno dell’ano vi sono delle piccole ghiandole; se, per qualsiasi motivo, esse si chiudono, si possono infettare, e in questo modo si può sviluppare un ascesso, che appunto è una cavità infetta, ripiena di pus, che si localizza nelle vicinanze dell’ano o del retto.  La fistola anale è in effetti un canale che fa sì che gli ascessi possano drenare all’esterno, mettendoli in comunicazione tanto con la cute in prossimità dell’ano che con la cavità rettale.

Come si forma e come si cura la fistola anale? 

L’ascesso deriva dall’infezione di una ghiandola anale, quando batteri o materiali estranei penetrano dentro il tessuto ghiandolare. Alcune condizioni – come la colite od altre infiammazioni dell’intestino – possono a volte favorire lo sviluppo di tali infezioni. Dopo il drenaggio dell’ascesso, può persistere un canale che collega la ghiandola anale, nella quale l’ascesso si è formato, con la cute. Questa è la fistola anale. Se ciò si verifica, si può assistere alla secrezione di materiale purulento, od anche fecale, attraverso l’apertura superficiale di tale tunnel. Se l’apertura si chiude, l’ascesso può recidivare. Non sempre un ascesso dà origine a una fistola anale: le fistole si sviluppano in circa il 50% dei casi di ascesso anale, e non v’è modo di predirne la comparsa. 

Normalmente i pazienti con ascesso perianale lamentano dolore ed edema in prossimità dell’ano. Si possono inoltre avvertire stanchezza, febbre e brividi. I sintomi associati alla presenza di una fistola anale sono irritazione della pelle intorno all’ano, fuoriuscita di pus o materiale fecale (od anche, talvolta, gas) – eventi che spesso alleviano il dolore, la febbre e il malessere generale

Il trattamento dell’ascesso perianale consiste nell’incisione della cute allo scopo di drenare il pus contenuto nella cavità ascessuale. Spesso è possibile realizzare il drenaggio ambulatorialmente in anestesia locale. Se l’ascesso è grande è profondo, il drenaggio si realizza in sala operatoria, con l’assistenza dell’anestesista, e il ricovero del paziente diventa necessario.

La chirurgia della fistola anale

La terapia della fistola anale è chirurgica. Nonostante la chirurgia possa essere, nella maggioranza dei casi, relativamente semplice, essa può essere gravata da complicanze, e dev’essere realizzata da un chirurgo coloproctologo esperto.

Spesso, l’intervento richiede solo poche ore di ricovero ospedaliero. Tuttavia in caso di fistole più profonde ed estese, l’intervento può essere più complesso ed il ricovero ospedaliero più lungo. Il postoperatorio è in genere lieve, e solitamente non è necessaria nessuna terapia particolare, se non l’assunzione saltuaria di antidolorifici. Il ritorno a scuola o al lavoro è di solito rapido. È utile integrare la dieta con fibre per ammorbidire il più possibile le feci. Le defecazioni non influiscono sul processo di cicatrizzazione.

Se la cicatrizzazione avviene correttamente, la recidiva della fistola anale, pur essendo possibile, è rara.

 

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